Raffaele Rossi

Nell’archivio sono presenti quasi trecento titoli di scritti vari sul tema della città a dimostrazione di quanto intenso e prolungato sia stato il suo impegno, sia sul piano storico che su quello relativo all’aspetto politico e amministrativo.

Si può citare l’inizio della Premessa al libro “La città La democrazia” (Edimond 2009):

Il titolo di questo mio lavoro propone la città come metafora del mondo, come elemento essenziale della civiltà umana nei tempi lunghi della storia. Ragionando sulle carte del mio archivio scopro una obbligata ripartizione di argomenti in cui città, storia e politica li comprendono tutti, definendo in tal modo tre fondamentali ambiti di studio e di esperienza in una stretta relazione tra di loro: la città, intesa come civitas, totalità umana è il risultato della storia, cioè della complessità e della contraddizione della vita sociale, in cui il civis è protagonista della vita della polis nel doppio significato di città e di politica.
Ma perché l’attenzione oggi alla città? Perché la “nicchia ecologica” della specie umana dove essa ha sviluppato il massimo delle sue potenzialità si sta degradando in conseguenza di progetti tecnocratici non sempre al servizio di un progetto collettivo. E’ per questa ragione che associo nel titolo all’idea di città quella della democrazia, come richiamo obbligato nel momento in cui il rapporto tra l’uomo e il suo spazio di vita si realizza nella città a seconda del grado e della qualità di democrazia, con cittadini consapevoli e civilmente colti. Questa è la condizione essenziale per la democrazia perché in assenza di ciò può esserci (e nella storia c’è stata) anche la dittatura della maggioranza
”.

anni 1950/1959
  • Saggio sulla città, (incompiuto), 1951.
  • Confutavo un diffuso luogo comune, quello di una città borghese priva di una apprezzabile presenza operaia. Scrivevo: “Sarebbe Perugia una strana città con poche industrie e pochi operai, popolata da gente speciale che sogna sui bei panorami e contempla le pietre antiche, ove i problemi della lotta per una vita migliore dovrebbero porsi in modo del tutto particolare o, meglio, non dovrebbero porsi per niente”. Le cifre che citavo dimostravano che in una città di 40.000 abitanti lavoravano nelle fabbriche cittadine, senza contare i dipendenti di un centinaio di aziende artigiane, circa 6000 operai, di cui più di 3000 donne. Da questa constatazione andavo ponendo un problema, sul quale sarei tornato molti anni dopo con l’idea de “ La più grande Perugia” (è anche il titolo di una collana di libri), di una visione più ampia che comprendesse le aree dei “Ponti” e dei paesi della periferia operaia.
  • Relazione sulla città con esplicito riferimento alla “Più grande Perugia”, 1953.
  • Discorsi in Consiglio Comunale sul Piano Regolatore Generale, 16 e 27 settembre 1954.
  • … Un’impostazione estremamente democratica che dovrebbe consistere in questo: nomina di una commissione tecnica ristretta composta da membri autorevoli, fortemente competenti, che ci mettano al passo con le esperienze moderne, che non ci diano dei castelli in aria, ma la possibilità di un Piano attuabile. Dobbiamo poi nominare una larga commissione di orientamento in cui gli elementi consiliari siano in maggioranza perché sia investita la responsabilità di tutto il Consiglio comunale. Questo non si deve sostituire, né intralciare l’opera dei tecnici, ma essere in grado di esercitare quella specie di filtro nel corso di un contatto profondamente democratico tenendo conto di tutte le esigenze, da coloro che vivono nel tugurio agli industriali, ai problemi dell’Università, insomma alle esigenze più varie e contraddittorie, compiendo il necessario vaglio in base agli interessi generali.
  • Perugia 1941, “Cronache umbre”, 9 dicembre 1954.
  • Eredità del XX Giugno, “Cronache Umbre”, a. II, 17 giugno 1955
  • Per una politica di Piano, (“Cronache umbre”,7 dicembre 1959, “I comunisti umbri, scritti e documenti”, 1944-1970, p. 287).
  • Nel maggio si tenne a Terni per iniziativa dei due Consigli provinciali dell’Umbria, un convegno economico… Il “nuovo” di questo convegno può essere individuato nei due elementi che ne hanno caratterizzato i lavori: il legame, non artificiale ma economicamente e storicamente valido, stabilito tra la situazione dell’Umbria e quella delle regioni dell’Italia centrale e una più giusta valutazione delle differenze tra quest’ultime e le regioni meridionali; l’affermarsi dell’esigenza di una programmazione dal basso che si contrapponga alla linea del centralismo burocratico e che, fornendo un piano organico di sviluppo economico regionale, concorra alla determinazione di una nuova politica economica per l’intero Paese.
  • Regione umbra e problema delle alleanze, “Rinascita”,n. 12, dicembre, 1959.
  • “L’ente regione si colloca nel quadro della lunga lotta contro la degradazione economica, come strumento di libertà e di rinascita. Non è problema solamente umbro, di campanilismo regionale, ma problema nazionale che si vuole risollevare con nuova forza dando ad esso una base solida: la consapevole e attiva partecipazione delle popolazioni. Per questo l’iniziativa umbra prende l’avvio con due atti fondamentali: il convegno delle province dell’Italia centrale e la raccolta delle firme per la presentazione della proposta di legge d’iniziativa popolare”.
anni 1960/1969
  • Lettera a Pietro Ingrao sul Piano regionale di sviluppo, 5 febbraio 1963.
    Nella lettera indirizzata a Gino Galli, e per conoscenza ad Ingrao, si afferma che “non ci si può limitare ad affermare la necessità di un indirizzo antimonopolistico e non dire in concreto che cosa ciò deve significare per la “Terni”…Non si tratta di metterci a fare i tecnici ma di dire, sul piano degli orientamenti produttivi e sul piano organizzativo, quanto noi abbiamo sostenuto, quanto lo stesso Leonardi e, in altre sedi, lo stesso Lombardini hanno scritto e detto”
  • Convegno delle Regioni rosse, 13,14,15 settembre, Editori riuniti, 1963
  • .Recensione “Le radici della libertà: un libro di Vincenzo Ciangaretti, “Cronache umbre”, XII (Nuova serie), N°3 - 4, settembre - dicembre 1967
  • La politica della casa, strumento di profitto o servizio sociale? (le sue conseguenze nella situazione umbra).
    Discorso pronunciato il 13 novembre 1969 nell’Aula del Senato della Repubblica (Opuscolo, Aziende Tipografiche, Bardi, Roma).
  • La stampa a Terni dal 1876 al 1900, Quaderni di “Cronache umbre”, Arti Grafiche Nobili, Terni, 1969.
  • Le pluriclassi in Umbria, Quaderni di “Cronache umbre”, n.2. 1969.
  • L’abolizione del prefetto della scuola, Quaderni di “Cronache umbre”, n. 2 1969.
anni 1970/1979
  • Alcune note per un dibattito sul problema dell’Ente Regione in Umbria, Quaderni di “Cronache umbre” N°1, gennaio 1970
    Articolo sul problema della Regione, “La rivendicazione”, Città di Castello, 1970.
  • “Venti anni dopo” potrebbe essere il titolo non di un romanzo alla Dumas, ma della storia della Regione, iniziata alla fine del 1947 con l’approvazione della Costituzione, di cui una norma transitoria fissava entro il primo gennaio 1949 le elezioni per i Consigli regionali.
  • L’Università a Terni, “Cronache umbre”, a. XVII, nuova serie, n. 1-2, 1971
  • L’Umbria nella Resistenza, Introduzione, Editori Riuniti, Roma 1972.
    Se Papigno chiude senza contropartite, Valnerina parco della miseria, “Cronache umbre” Quindicinale,, dicembre 1972.
  • Pluriclassi, tutti insieme disordinatamente, “Cronache umbre”,Quindicinale, dicembre 1972.
  • Il Comune di Avigliano. Oltre il campanile, “Cronache umbre” Quindicinale, a.I, n. 7, 10 maggio 1973
  • La Regione Umbra e i suoi rapporti con i Paesi stranieri da un punto di vista culturale e linguistico, Comunicazione al 62° Congresso della Società Dante Alighieri, Perugia 31 agosto - 3 settembre 1974, in ”L’Italiano come lingua di cultura, oggi”.
  • “Nuovi comuni o comuni nuovi?”, “Cronache Umbre”, N°12, 14 ottobre, 1974. La creazione del Comune di Avigliano obbligava a riflettere sul duplice problema del localismo umbro da respingere e, però, anche della richiesta di autonomia per ripensare la tradizionale struttura amministrativa.
  • “L’ Umbria e gli studenti stranieri”, “Cronache Umbre”, N°12, 29 marzo 1975.
    Sull’obiezione di coscienza. Don Milani su “L’obbedienza non è più una virtù”, Dibattito alla “Fonte Maggiore”. 1975.
  • Discorso di inaugurazione del Consiglio comunale, 16 luglio 1975.
    …Credo che il passato può essere compreso soltanto con gli occhi del presente…si può essere nella storia se si è nella vita del proprio tempo, se cioè si interpreta il passato per capire la propria realtà e per trasformarla….Un persistente centralismo tenta di burocratizzare le Regioni e impedire che esse costituiscano il mezzo per una moderna riforma democratica dello Stato. Occorre dare nuovo impulso al movimento autonomistico…
  • Articolo di Presentazione di “Cronache Umbre” nuova serie, gennaio- febbraio 1976, p.3-5
  • Una Perugina che è sempre meno perugina, “Paese Sera”, 13 febbraio 1976.
  • Scienza cultura democrazia per un nuovo sviluppo dell’Umbria e del Paese, Teatro Morlacchi, relazione di Raffaele Rossi e conclusioni di Pietro Ingrao, 27-28 marzo 1976
    “…Il problema che ancora ci si pone è se dobbiamo essere condannati, sotto i pesanti contraccolpi della crisi generale del Paese, al ruolo di custodi delle testimonianze di un’antica civiltà oppure se possiamo essere protagonisti d’un nuovo sviluppo economico, sociale, culturale, che fa vivere il proprio passato nell’unico modo rivoluzionario che è possibile: quello di creare nuovi valori e nuova storia…Sul piano teorico, oltre alle malevoli deformazioni, ci sono fraintendimenti dovuti anche da nostri ritardi nella cosiddetta battaglia delle idee. C’è ad esempio una rappresentazione di comodo del marxismo come dottrina immobile, specie di filosofia della storia se non proprio di una religione. Il marxismo può essere uno strumento di lettura della società capitalistica, uno strumento che interpreta la realtà ed agisce per trasformarla. Non ci serve un corpo di precetti immobili per comprendere i gravi, complessi fenomeni della realtà italiana. Con queste posizioni possiamo essere in compagnia di Gramsci che ha lasciato una testimonianza antidogmatica e creativa, una visione antimetafisica e circostanziale della storia, con il Labriola che nella praxis si sforzò di eliminare “la volgare contrapposizione tra pratica e teoria, anche con quel Lenin che alla teoria, quando essa si faceva “grigia” contrapponeva “l’albero eterno della vita”, con il Marx antidogmatico (ci sono due Marx e tanti marxismi) che considerava l’ideologia un pensiero alienato quando non verificava più la sua validità sul piano umano e sociale”.
  • Crisi alla “Perugina”. Discorso in Consiglio Comunale e all’assemblea di fabbrica. 1976
  • “Funzioni della Regione” Seminario degli insegnanti della scuola media di Pozzuolo, 16 ottobre 1976.
  • La storia dell’ultimo trentennio in Umbria: proposta per una periodizzazione, “Cronache umbre”, a. I, n. 8, novembre 1976
  • Verifica al programma del Comune di Perugia, discorso in Consiglio Comunale, Giugno 1977.
    Il discorso muoveva dal clima nazionale (il contestato “compromesso storico”, non certo un idillio, ma il tentativo di offrire una via di uscita alla crisi politica del Paese) affinché si trovassero le basi del confronto e delle intese nell’interesse della città
  • La storia della “Terni,: il ruolo della classe operaia, della città e del suo territorio, “Ipotesi, n. 2, Ancona 1977.
  • Le lotte mezzadrili in Umbria: le ragioni di un insuccesso, “Ipotesi”,n.1, Ancona 1977.
    Città e campagna, un rapporto inscindibile nella storia delle città in Umbria. E’ la ragione per cui non si è potuto ragionare di città indipendente da quel rapporto, che è stato di comando e di dominio dalla città sulla campagna, tuttavia in una relazione ambivalente, tanto che la campagna ha contato nel determinare la vicende urbane. Una particolare attenzione si è rivolta al problema della mezzadria, alle lotte per la sua riforma, alle conseguenze che il suo dissolvimento hanno avuto sui caratteri e sul nuovo modello di città che ne è conseguito .
  • L’intesa al Comune di Perugia, “Cronache umbre”, a. II, n. 5, ottobre 1977
  • Discorso in Consiglio Comunale sul rapimento dell’on. Moro, 11 maggio 1978.
  • Dai COS ai Consigli di quartiere, discorso ripreso in Consiglio comunale dalla televisione. 1978.
    “Se mettete riferimenti temporali ai COS e ai Consigli di Circoscrizione vedete che le date segnano due periodi, il 1944-47, cioè la stagione della Liberazione, della grande tensione ideale e morale, delle grandi speranze di rinnovamento, e gli anni Settanta con il rollo delle ipotesi sulle sorti progressive del neocapitalismo, del fallimento della politica costruita sugli ostracismi di tanta parte dei lavoratori e delle forze di progresso… Parlo di periodi e cose diverse che non si prestano a facili e superficiali paragoni. Tuttavia è significativo il fatto che la città di Capitini e dei COS è stata tra le prime ad attuare i Consigli di quartiere, espressione del libero volontariato ben prima di questi tentativi per trasformarli nelle istituzioni dei Consigli di Circoscrizione”.
  • Il PCI in una regione rossa, Intervista di Renzo Massarelli, Grafica, Perugia 1975 (recensioni di “l’Astrolabio”; “Movimento operaio e socialista”; “Segno critico”; Lettera di Francesco Bogliari; “Dibattito in piazza”a S. Venanzo, 29 luglio 1978).
  • Regione e Università, “Mondo umbro”, n. 1, p.27, 1979.
  • Relazione al Congresso regionale a Spoleto sulla questione urbana, 1979.
  • Università a Terni: indicazioni e prospettive, “Mondo umbro2, pp 44 48, 1979.
  • Università a Terni? Solo se sarà centro di ricerca, “l’Unità”, 27 ottobre 1979.
anni 1980/1989
  • Prima edizione del “Discorso sulla città” in occasione del settecentesimo anniversario della costruzione della Fontana Maggiore, Centro stampa cooperativo, 1980.
  • Recensione su “Umbria economica” del “Discorso sulla città” , Rassegna trimestrale di politica sociale ed economica regionale, a cura della Banca Popolare di Spoleto, N°1, 30 aprile 1980, p. 98.
  • Discorso per l’inaugurazione del Consiglio comunale, 1980.
  • Borgo S. Antonio. Ricerche e studi per un piano di recupero, Indagine storico-urbanistica promossa da quella che allora era la IV Circoscrizione ( 30 giugno 1981 ).
  • Perugia e gli stranieri, non è soltanto questione di numeri, l’Unità, 2 novembre 1980.
  • Sulla partecipazione democratica, discorso (realtà urbana diversificata, spesso frantumata, non liquidare tutto come regressione e imbarbarimento, capire i processi nuovi, rilanciare il progetto per la città, difesa dei valori ambientali e artistici del centro storico e, nello stesso tempo della sua funzione vitale. No alla città -museo, allo spazio puramente terziarizzato da uffici e banche, al campus universitario, SI invece alla città insieme di abitazioni, uffici, università, attività produttive (artigianato e commercio), 1981.
  • Restauro della Sala dei Notari, “La Nazione”, 25 giugno 1981 (costruzione della controporta, rifacimento del pavimento dopo avere svuotato la parte sottostante di terra e avere utilizzato altro materiale più leggero, dotata la Sala per la prima volta dell’impianto di riscaldamento e predisposto una nuova illuminazione, restauro degli affreschi di pregio danneggiati dal tempo e soprattutto dal fumo).
    “Confermo un orientamento culturale che si può riassumere così : mantenere aperta la Sala ad un discreto uso pubblico evitando discriminanti tra cultura e politica che è impossibile definire; evitare cioè un uso museografico del centro storico; predisporre un sistema di controlli. Risulterà a tutti che la Cappella Sistina non è chiusa al pubblico (e quanto pubblico!) e che, per fare un altro esempio a noi vicino, la Chiesa di S. Francesco ad Assisi è aperta ai fedeli e ai turisti… Mi separa da chi sostiene la tesi opposta una diversa concezione della democrazia: per me la Sala dei Notari è luogo e simbolo della democrazia cittadina, della sua storia laica e civile”..
  • Festa Grande, 14-21 Giugno 1981 (mostre, spettacoli teatrali, ballo popolare, concerto, inaugurazione parchi, fiaccolata, giornata africana, concerto cantori, audiovisivo Fontana Maggiore, “effetto notte” con immagini sui muri, presentazione volume “Perugia” Laterza, presentazione Piano regolatore,ecc.
  • L’Umbria regione di città, in Bollettino, Sezione Regioni delle Autonomie locali del PCI, N°6, Roma, giugno, 1981.
    “…La città non è aclassista e in essa vivono tutti gli elementi dinamici e dialettici della società. (…) nel centro storico di Perugia, densamente abitato da studenti stranieri ed italiani, vi sono soltanto 12.000 abitanti residenti stabili, la metà di quelli del 1951 che erano 24.000, meno della metà di quelli del 1285 che erano 28.000 e che, con il contado, erano 73.000.” Dal 1981 ad oggi, 2005, il numero è sceso a circa 7000, mettendo ancora in maggiore evidenza la crisi del centro storico.
  • Questione urbana e democrazia, documento, 8 settembre 1981.
  • Problemi e prospettive dell’editoria minore. Crisi del libro. Nuove tecnologie applicate alla stampa. - Tipografia ed editoria in Umbria, Spoleto 30 ottobre 1981 (Domenico Bearzotto docente di Aziendologia nella scuola grafica Politecnico Torino, Luigi Mascilli Migliorini direttore Casa editrice Guida Napoli, Raffaele Rossi Istituto Storia Umbria contemporanea, Giuliano Vigini direttore Casa editrice bibliografica di Milano) Coordinamento Guido Guidi assessore regionale.
    “Molti i segni della crescita culturale della società regionale: in Umbria 26 Case editrici (2039 in Italia). Notevole l’attività editoriale degli Enti, Università, spesa pro capite. 1979: 71 opere pubblicate, 250.000 copie. Impegno dei giornali e periodici. Quadro non positivo dall’indagine del Sapoos di Terni. L’Umbria non ha oggi un quotidiano, Il caso di “Paese sera”, “La Nazione” e “Il Messaggero” nell’informazione quotidiana. Lettura dei quotidiani 1 ogni 20 abitanti, In Italia 1 a 15, in Europa 1 a 8. Forte squilibrio interno alla regione. Torna il discorso dell’arretratezza culturale come dato di partenza, l’analfabetismo nel mondo contadino, peso della tradizione orale. L’indice di ascolto della Televisione è in Umbria uno dei più alti d’Italia. Difficoltà storica per la carta stampata, anche se in certi periodi del passato vi fu vitalità della stampa a cavallo dei due secoli nel giornalismo politico (socialista e cattolico) come strumento di organizzazione politica e crescita culturale. Oggi in Umbria nessun quotidiano, ma nel 1880 e fino al 1926 ne aveva due “L’Unione liberale “ e “La Democrazia” quando c’era il 76% di analfabeti. Siamo nella contraddizione tra crescita economica, modernità ed onda lunga di antica arretratezza, squilibrio tra minoranza acculturata e maggioranza semianalfabeta. Vedere la linea di tendenza con l’estensione della condizione urbana che coincide sempre più con la condizione umana: i modelli di vita urbana s’impongono nelle campagne. Un problema: l’impegno culturale incentrato sulla qualità ha trascurato la promozione culturale di più larghe masse? C’è il rischio di una separazione tra alta specializzazione e ritardo di vaste aree di popolazione? E ciò come si concilia con la democrazia reale? Esame dell’attività dell’Università e degli Enti con le loro iniziative editoriali. L’attività dell’ISUC sulla storia regionale. C’è, come ha detto Le Goff, l’innegabile trionfo della storia contro le scienze senza spessore temporale. Interesse per la storia delle città in una regione che non è esistita come entità regionale né nella geografia, né nella storia. Rilancio di quel regionalismo che in un decennio ha fatto fare progressi innegabili, ma che abbisogna di riconsiderazione critica per una ripresa a più alti livelli”.
  • Per il rinnovamento cattolico. La testimonianza di Don Luigi Piastrelli. ( Alberto Monticone, Raffaele Rossi, Giorgio Battistacci), Istituto Conestabile della Staffa, Sala Brugnoli, 26 novembre 1981.
  • Convegno: problemi e prospettive della democrazia di base, (Luigi Berlinguer, R.Rossi, Lucio Selli) PG, 6 marzo 1982.
    Gli studenti stranieri e la città, in “Gli Annali” dell’Università per stranieri, n. 1 (anche in “Perugia informazioni”, A.M.I. 1982)
  • Cultura della città, Intervista AUDAC DOSSIER, settembre 1981, giugno 1982
    "…La necessità di scegliere, parola semplice dietro la quale però c’è una cosa difficile. Anzi due cose: come scegliere e chi sceglie. Le forze politiche respingono i credi ideologici e affermano la loro laicità. A maggior ragione l’istituzione Comune non può fondare le sue selezioni su criteri ideologici, su colori politici, su correnti culturali. Fondare sulle grandi coordinate che orientano tutto il programma del Comune. La pace, i valori di democrazia, di libertà, di solidarietà verso tutti i popoli, ed in particolare verso i gruppi e i singoli più poveri e indifesi, il senso della città, sia come recupero di valori della sua storia, sia come nuovo progetto di una più civile condizione umana. Ma qui veniamo all’altra domanda del “chi sceglie”. Solo un sindaco o un assessore, una commissione, una Giunta di tredici persone?... I soggetti culturali avanzano proposte, realizzano un dialogo, si instaura un rapporto per cui al momento della scelta vi sono molti elementi messi in campo per una valutazione che non sia soggettiva o clientelare. "
  • Mobilità e scali mobili, Convegno 19-20 giugno 1982, Sala Notari, Palazzo dei Priori.
    "L’antico quartiere Baglioni e la Rocca Paolina: mobilità e riuso, presenti circa venti studiosi d’arte, urbanisti, architetti, esperti di restauro di valore nazionale. Non c’è salvezza del centro storico se dovesse essere ancora indebolita la presenza degli abitanti e se esso dovesse essere ancor più sospinto sulla china di un campus universitario “sui generis” e di uno spazio totalmente terziarizzato senza residenti e attività che garantiscano la vitalità… La rocca fu male averla costruita (furono distrutte non solo le case dei Baglioni, ma un intero rione con trecento abitazioni, undici chiese, due monasteri) e forse fu male averla distrutta. E’ il senno del poi, che non tiene conto della legge ferrea degli avvenimenti e dello spirito di autonomia e di libertà. E’ anche vero che le libertà comunali nel 1540 erano già morte, ma l’oltraggio alla città bloccò e immiserì i suoi slanci creativi. "
  • Materiali per una politica culturale in Umbria, Litostampa, Perugia, 25 giugno 1982.
  • Programma della Festa Grande, 1982, Conferenza sulle attività culturali, riapre la Terrazza del mercato coperto, concerto di Paolo Conte, lettura del “Serventese a Perugia” di Franco Mancini, spettacoli teatrali, posa di una lapide in onore di Don Piastrelli, scultura di Romeo Mancini per Aldo Capitini, l’ospedale Sivestrini consegnato alla USL inaugurazione della “scala mobile” e convegno per un concorso di idee sul riuso dell’antico quartiere Baglioni, “Grande Tombola” in Piazza della Repubblica con l’Accademia del Pavone.
  • Sul programma patrimoniale del Comune e iniziative per realizzare il nuovo ospedale,1982
  • Perugia e gli studenti stranieri,”Perugia Informazioni”, settembre 1982.
  • Sui licenziamenti alla “Spagnoli”, “La nazione”, 24 settembre,1982.
  • Una difficile identità regionale storicamente stretta e bloccata tra accentramento statale e municipalismi, sul periodico “Replica”, Grafica Salvi, ottobre 1982. Sull’idea di regione, priva di radici storiche. Vicende delle città umbre lungo i secoli tra divisioni e debole identità comune, tra centralismo e localismi. La regione nel Risorgimento, con l’Unità d’Italia e nella Costituzione del 1946. Nel 1959 la rivendicazione regionalista cessava di essere un fatto di democrazia formale e diveniva parte integrante di un progetto umbro di sviluppo economico e, più in generale, di crescita democratica dell’intera società regionale…L’idea di regione, nata nel Risorgimento, affermata nella Costituzione repubblicana, appena attuata tra tanti ritardi e resistenze, è dunque cosa recente. La politica ha unito negli ultimi decenni ciò che i secoli avevano diviso o solo formalmente aggregato. Con la Regione. l’Umbria delle città e dei Comuni, storicamente stretta e bloccata tra accentramento statale e municipalismo, ha avviato il primo vero processo di unificazione culturale e politica.
  • Sul dissesto idrogeologico di Fontivegge, 8 novembre 1982.
  • “Presenza” Presentazione della ristampa della rivista promossa dall’ISUC, 1983.
  • Ricordo di Ottavio Prosciutti nel primo anniversario della scomparsa, ricordatoli 14 marzo 1983 nell’Aula magna della “Stranieri”, N°4 de “Gli annali della Università per stranieri”, marzo 1983
  • La Terrazza del mercato, Uno scritto sul depliant che inaugurava lo spazio panoramico per le attività culturali e che richiamava la storia dell’edificio in concomitanza con la Festa Grande.
    La Festa è stata chiamata “grande” non certo per indicare numerosi, prolungati ed effimeri festeggiamenti. Anzi, l’aggettivo quantitativo ha un significato di qualità, di valore. Solo chi ha compreso ciò può capire il compito difficile ma necessario di ritrovare il senso di un’antica identità urbana per guardare in avanti e costruire un comune progetto di nuovo sviluppo civile.
  • Una pietra di Perugia. Prefazione , Uemme editore, Perugia 1983:
    “L’espressione più compiuta della creatività urbana di Perugia è materializzata nei monumenti, nelle case e nei palazzi, nelle piazze, nelle vie, nei vicoli contorti della città medioevale… Oggi è in crisi il ruolo unificante e creativo che ha caratterizzato nei millenni la vita della città: essa raccolse dentro le sue mura gli elementi sparsi sul territorio e li mise in reciproco rapporto per un comune progetto. Ma la città, la più preziosa invenzione collettiva della civiltà, degrada sempre più da luogo d’incontro a quello di disunione, crea quella “società solitaria” oltre la quale essa si scompone e si annulla in una serie di entità fisiche e sociali non più correlate, di nuovo frazionate e disperse”.
  • Festa grande 10-20 giugno, 1983. Programma: tra l’altro, La Conca di Perugia, Un quartiere, una citta: dalla ricerca al riuso; il disinquinamento ambientale; biblioteca a S.Marco e a Madonna Alta; Parco di S.Angelo e quello di S.Anna; la poesia di Sandro Penna; conferenza “La battaglia del Trasimeno”; filmato storia delle tabacchine; ricollocazione del Grifo e del Leone sopra il portale della Sala dei Notari; il Fuseum; presentazione del lavoro di riordino degli archivi storici delle industrie Buitoni-Perugina; inaugurazione della Scala Mobile, presentazione della nuova edizione “Storia di Perugia” di Luigi Bonazzi, ecc.
  • Inaugurando la Scala mobile all’interno della Rocca Paolina il 20 Giugno 1983 Questa realizzazione rimarrà nella storia, essa si carica anche di significati simbolici verso il passato e verso il futuro: un eccezionale spazio urbano sepolto con le libertà dei perugini, viene recuperato e riconquistato alla vita della città. Nei decenni e nei secoli futuri si ricorderà l’avvio di questo percorso pedonale come inizio di un sistema di nuova mobilità all’interno di uno spazio urbano da salvaguardare in un suo ruolo vitale…
  • Perugia, una città più grande, meno città, “L’Unità", 1983.
    "…Con il disordinato sviluppo del Paese e l’esodo di massa dalle campagne la città di Perugia si è trovata al centro di forti contraccolpi. In essa si sono incrociati due grandi movimenti migratori, uno dalle campagne verso la città, un altro dal centro storico verso le nuove periferie. Nello stesso tempo si è formata una città nella città. Quasi trentamila studenti italiani e stranieri vivono in uno spurio campus universitario all’interno del centro storico ove gli abitanti si sono ridotti a poco più di diecimila. Ne è derivato un intreccio di problemi, un contrasto d’interessi e di culture: i vecchi cittadini si sono trovati sperduti tra la “gente nova” e sempre più sospinti verso la nostalgia del passato; i nuovi abitanti privi di un radicamento e del senso della città, le migliaia di studenti, soprattutto quelli del Terzo mondo alle prese con i problemi sempre più difficili dell’abitazione e spesso della sopravvivenza.. Una città più grande divenuta meno città e talvolta anticittà: più case e più gente non unita da un progetto complessivo del vivere urbano."
  • Lettera al partito su regionalismo e democrazia, settembre 1983.(Per una verifica sull’esistenza della necessaria compatibilità politica)
    “… Affermare l’esigenza d’una riflessione sull’esperienza regionalista a tredici anni dal suo inizio dinanzi al risorgente municipalismo. Occorre capire che una migliore comprensione della complessa varietà del “locale” non indebolisce ma rafforza l’unità regionale…”.
  • Creatività e tradizione nella poesia dialettale perugina, “I Quaderni del Bartoccio”,Presentazione del volume ( 20 dicembre, 1982) “na coll’ca bireta”, stampato: Perugia novembre 1983
  • Discussione il sistema dei parcheggi, 24 novembre 1983.
  • A misura d’uomo, “Il Messaggero, 25 novembre 1983. Costruzione del grande parcheggio e del sistema dei parcheggi nel disegno urbanistico della città. S. Giuliana. Per Rossi va tutelata “tutta” la zona . Il vice sindaco si schiera apertamente contro ogni stravolgimento dell’area.
  • Creatività e tradizione nella poesia tradizionale perugina, “I quaderni del Bartoccio”, novembre 1983.
    Col Donca, Introduzione, “Il Bartoccio”, dicembre 1983.
  • Una pietra di Perugia che parla, “Il Messaggero, 7 marzo 1984, a proposito della Prefazione a “Una pietra di Perugia”, UEMME editore, Perugia dicembre 1983.
  • Previsioni per la città nel 1984, “Torna il sereno?”, il “Messaggero” 29 dicembre,1983.
  • Progettando la città, intervista a “Città di Perugia”, a. XIV, N°1, gennaio-febbraio 1984.
    “Il problema è quello di riconsiderare e di riportare a disegno unitario il tipo di sviluppo che ha conosciuto la città negli ultimi venti anni. Si trattava di dare gambe ad un progetto che era nella testa di poche persone e che senza la consapevolezza della gente rischiava di rimanere lettera morta…L’attuazione delle scali mobili, ad esempio, e un certo riuso della Rocca Paolina come spazio di risalita e penetrazione nel centro storico, hanno fatto fare a questa consapevolezza molti passi avanti. Per cui si è cominciato a delineare il disegno del centro storico liberato dalla congestione del traffico e da un processo di terziarizzazione pesante che va a danno sia della presenza abitativa che di quella artigianale…Fontivegge non deve essere solo centro direzionale, ma un reale centro città con abitazioni, commercio, servizi”.
  • Sui ritrovamenti in Piazza Cavallotti, ”Sport Umbria. Rivista di vita sociale e turismo”,a. IX, N°3, 22 marzo 1984.
  • Leggi comunali e provinciali, “La Nazione”, intervista 1 marzo 1984.
  • Dibattito sulla città “E’ Perugia la città dove si vive meglio” “Oggi-Tesi”, indagine sulla qualità della vita nei novantacinque capoluoghi di provincia Italiani”, marzo, 1984.
  • L’ipoteca degli schieramenti politici sulla vita degli enti locali, A.M.I, 16 marzo,1984
  • IV centenario attività ospedaliera dei Fatebenefratelli, 25 marzo 1984.
  • “Gli artigiani e la città”, conferenza tenuta nel 1984 per mettere a confronto gli artigiani-artisti del Medioevo, con tutte le differenze dei tempi, con gli artigiani che in una realtà urbana diversa rivendicavano il loro ruolo.
  • Discorso sulla città. Passato e presente a confronto nella regione ritrovata” (Editrice Protagon, Perugia, 1984)
    “Per definire i fatti che hanno preso avvio nella seconda metà degli anni Cinquanta ho sempre usato deliberatamente l’espressione “sconvolgimento urbano” al fine di poter caratterizzare un processo che, in modo eccezionale,veniva a collocarsi nella storia millenaria della città. Essa era vissuta nei secoli in uno stato altamente conservativo, in una immobilità di lungo periodo: aveva impiegato sedici secoli per andare al di là delle mura etrusche e sette secoli per uscire dalle mura medioevali”.
  • “La città, la democrazia, il potere”, conferenza alla Società “Dante Alighieri”, 21 aprile 1988.
  • “I Collegi del Cambio e della Mercanzia nella vita della Città” Conferenza tenuta alla Biblioteca “Augusta” il 29 maggio 1984.
  • Perugia 2000, come vorremmo e come sarà, Club Soroptimist, 1984.
  • L’Italia delle cento città per la pace, Conferenza a Siena, 2 agosto 1984
    “… il valore della civiltà comunale quando Firenze, Siena e Perugia erano “le tre città” più importanti dell’Italia centrale, quando “nell’alacre cantiere urbano” dell’Umbria gli intellettuali non stavano dentro i conventi a fare gli amanuensi, ma si collegavano a grandi masse di uomini semplici, esprimevano i loro sentimenti d’una religiosità che sfiorava l’eresia e che proponeva il rinnovamento della società…”.
  • “Discorso sulla città”, le radici di Perugia, Raccontare Perugia, corsi di Alta Cultura dell’Università per Stranieri del 9 agosto, 1984.
  • Città: Si al passato guardando al futuro, “Corriere dell’Umbria” 29 ottobre,1984.
  • Conferenza “I rioni nella storia della città”, 12 novembre1984.
  • Inaugurazione della sede del nuovo Comune di Avigliano Umbro, 25 novembre, 1984
  • Governare per la democrazia e lo sviluppo, in Atti del Convegno, Foligno 2-3 dicembre 1983, Tipografia Porziuncola, S.Maria degli Angeli, 1984.
  • Convenzione di Città, Discorso conclusivo alla Perugia, Sala dei Notari, 3 febbraio 1985
    “… Qualche sera fa sono stato invitato in un TV locale a discutere di “La politica: un mito tramontato o una fede che resiste?”. Eravamo, con il prof. Ferruccio Chiuini, due vecchi della politica e l’accoppiamento forse non era, pur nella diversità di idee, occasionale. Ci veniva proposto il confronto tra le grandi speranze per un’Italia libera e giusta dei nostri anni giovanili e la realtà di oggi in cui alla parola politica i giovani intervistati rispondevano con un tragico agnosticismo, scetticismo, allarmante sfiducia…. Al di là di una rappresentazione sbilanciata in negativo, alla quale proponevo qualche correttivo, la trasmissione metteva il dito sulla piaga più grave e pericolosa della nostra democrazia, sulla politica come mestiere e affare… Viene alla mente la forte azione di Berlinguer sulla questione morale, presentata e respinta come radicalismo moralistico, che era ed è invece problema centrale della politica nel senso più alto e nobile, per arrestare un processo di decadenza e di scivolamento verso un crescente distacco dai cittadini, porta aperta all’autoritarismo e alla reazione…”
  • Il governo delle città nella regione umbra, 1985.
  • Una regione verso il 2000: modernizzazione e riconversione, democrazia e sviluppo, Convenzione umbra del PCI, Discorso di apertura, Teatro Turreno,1,2,3 marzo 1985
    “Ancora una volta la questione umbra si pone come questione nazionale. Non coltiviamo nessuna presunzione, non siamo il crocevia del mondo. L’Italia non si identifica con qualche metropoli, ma vive della ricchezza,varietà, diversità delle tante autonomie locali, sociali, culturali…Se mi si chiede qual è in questo nostro Paese il problema dei problemi, non esito a dire che è quello della democrazia. Non solo si governa con l’abuso dei decreti legge…risorge una antica vocazione autoritaria… il vertice della piramide è sempre più ristretto e lontano dai cittadini a livello mondiali fino a livelli più periferici”.
  • Un impegno di libertà e di pace. Opere pubbliche di Romeo Mancini dal 1948 al 1982, Articolo di presentazione, Perugia Stampa Urbani, 1985.
  • Presentazione della ristampa della rivista “Presenza”, 1985.
  • L’Umbria e le città, articolo, maggio 1988.
  • La città come risorsa nel futuro europeo dell’Umbria. Democrazia e qualità della vita per una riforma istituzionale dalla parte dei cittadini, Perugia, Grafica Benucci, maggio 1988.
  • Lingua e dialetti oggi: la situazione umbra, Sala Consiglio provinciale 22 giugno 1985.
  • Ricordo di Primo Ciabatti nella scuola di Porta Pesa, Giugno 1985.
  • Presentazione del libro di O. Guerrieri “Il Palazzo dei Priori”, 26 giugno 1985.
  • “Questa aria e questa luce. Concerto inaugurale, compositore Carlo Pedini su testo di Capitini. Dicevo ( intervista a “La Nazione”, 29 giugno 1985)
  • “E’ significativo inaugurare il massimo organo della democrazia della città con un’opera di Aldo Capitini, il filosofo della nonviolenza che tanto contributo ha dato alla elaborazione della teoria della partecipazione… Il concerto di venerdì non è solo un bel rito in onore dell’anno internazionale della musica, ma vuol rappresentare un segnale preciso sul tema della democrazia cittadina”.
  • “Perugia da municipio a capitale regionale”, lezione all’Università per stranieri, 26 agosto 1985
  • Dibattito a Piazza Grimana sul centro storico, 4 settembre 1985.
  • “I simili problemi di Terni operaia e Perugia “snob”. I due capoluoghi analizzati da Raffaele Rossi e Giacomo Porrazzini , “l’Unità” Elezioni, 1985.
  • “In ricordo di un rivoluzionario nonviolento”, “l’Unità” (Marcia della pace” 6 ottobre 1985)
  • La costruzione di Ponte Valleceppi. Pretola, una Villa e una Torre, Pretola 16 novembre, 1985 ( Ugolino Nicolini, Giovanni Riganelli, Raffaele Rossi)
  • Bisogna che alziamo la voce”, 19 novembre 1985, “l’Unità” Articolo Perugia guarda a Ginevra,
  • “Questa mattina alle ore 10, con l’avvio dei colloqui di Ginevra, il campanone del Comune di Perugia darà il segnale alle campane dell’Umbria che suoneranno a distesa, mentre nel corso di brevi sospensioni delle attività sarà data lettura,nei luoghi di lavoro e nelle scuole, dell’ordine del giorno votato dal Consiglio comunale del capoluogo umbro…”.
  • A venti anni dal Concilio, Intervista alla Radio della Curia di Perugia, dicembre 1985.
  • “Perugia e l’Umbria: storia di un rapporto difficile. Sollecitazione per un confronto” (“Annali della Università per stranieri”, N°7 gennaio 1986).
  • Vivere la città, Perugia e la qualità dello sviluppo urbano, partecipazione e Circoscrizioni, sul traffico (Il Messaggero), 21 gennaio,1986
    Rilancio del regionalismo, Discorso teso ad aprire una nuova stagione per le riforme istituzionali e delle autonomie locali con il coinvolgimento dei cittadini, 1986.
  • Scritti scelti di Luigi Bellini, a cura di Luigi Tittarelli Introduzione al libro, 16 aprile 1986
  • Riforme istituzionali (autonomie e riforma della finanza locale), intervento al dibattito Zangheri-Mancino, Plaza Hotel 1986.
  • Convegno sulla psichiatria, intervento, Sala della Provincia di Perugia, 1986.
    Consapevoli del valore dell’esperienza della psichiatria alternativa in Italia in Umbria, convinto che essa presupponeva e presuppone un certo tipo di società percorsa da una forte solidarietà. Necessità di una riflessione critica.
  • XX Giugno, Ricordo di Olaf Palme, Sala dei Notari, 20 giugno, 1986.
  • Sul restauro del monumento al XX Giugno. Discorso Consiglio Comunale, 30 giugno, 1986.
    A proposito della ricollocazione della tiara dopo la manomissione avvenuta nel periodo fascista.
  • “Discorso sulla città” di Raffaele Rossi, recensione di Fiorella Bartoncini, “Storia in Umbria”, Notiziario ISUC, ano IX, N°9, giugno, 1986.
  • Programma della “Festa Grande” (progetto Parco del Tevere, inaugurazione edificio “Ex-Lazzaretto”, progetto “Bartoccio – scuola”, scultura “Volo di colombi” dello scultore Pierucci in ricordo di Olaf Palme, Mostra 40° anniversario del Consiglio comunale).
  • “Che fare di Monteluce?”, Seminario di riflessione e di proposta scuola S.Croce, 20 settembre, 1986.
  • Limitazione del traffico nel Centro Storico, Relazione e conclusioni in consiglio comunale, settembre,1986
  • Vivere la città, Tavola rotonda, Perugia, 20 settembre,1986 “La città attinge la sua vera legittimità quando assume come metro di valore la condizione umana. Dobbiamo saperlo oggi che è in discussione non solo lo stato sociale, ma l’idea stesa di solidarietà umana. La città equivale a “uomini-insieme”. Ma non basta, perché molta gente di per sé non fa ancora la città. Veniamo al punto: la città è spazio organizzato, dove gli uomini formano una comunità per un progetto comune”.
  • Pro-loco di S. Sisto sull’urbanistica, Convegno ottobre,1986.
  • Sul programma e sul suono delle campane per la pace, discorso in Consiglio comunale per l’incontro di Ginevra tra Reagan e Gorbaciov, novembre, 1986.
  • Perugia e la qualità dello sviluppo urbano. Incontro col architetto Aldo Rossi, sala Brugnoli, Perugia 11 dicembre, 1986.
  • Il Gorini. “Furti e mestieri” di V. Bernardini e R. Morelli, presentazione 31 gennaio 1987
  • La profacola più bella, di Claudio Spinelli, 12 febbraio 1987.
  • The Memory be green, in ricordo di Giovanni Cecchini, presentazione dell’iniziativa con il discorso del prof. Franco Mancini, 10 febbraio 1987
  • Per il 40° anniversario dell’Associazione Artigiani,15 marzo 1987
  • Convegno sul futuro dei quartieri. Fontivegge e dintorni, conclusioni 21 marzo,1987.
  • Presentazione al Teatro Turreno della conferenza di Walter Binni “La Ginestra e l’ultimo Leopardi”, 4 maggio 1987
  • Le ferrovie contro l’isolamento, La Nazione, 21 maggio 1987
  • In ricordo del prof. Giorgio Menghini, Intitolazione del reparto di gastroenterologia all’Ospedale Silvestrini. 1987.
  • Dimissioni da vice sindaco, Cartella contenente le lettere al Partito: 10 giugno e 23 luglio:
    “Sono noti i tentativi da me compiuti già nel 1985 per non essere rieletto vice sindaco… E’ venuto il momento delle mie dimissioni. Se n’era parlato in passato, l’avevo rinviate davanti alla campagna elettorale. Ora, passato il periodo post-elettorale, ritengo che la questione debba essere risolta senza altri indugi… Ho sempre creduto alla necessità di un continuo, fisiologico ricambio, ad esso mi sono sempre attenuto e non penso di dovermi smentire adesso”.(lettera formale al Sindaco, i giornali, le numerose lettere e gli attestati di stima che anche in Consiglio Comunale furono unanimi).
  • “Corriere dell’Umbria”, “Unificare il vecchio e il nuovo”, 1987.
  • Discorso sui restauri di Palazzo Gallenga circondato dalla brutta impalcatura.
    “Palazzo di famiglia costruito tra il 1740 e il 1758 su progetto di Francesco Bianchi per la famiglia Antinori passando poi agli Gallenga-Stuart. In piazza Grimana (nome derivato dal veneziano cardinale Grimani) diventò palazzo pubblico. Prima della ristrutturazione del Grimani si chiamava Pianello del Borgo. Ora piazza Fortebraccio Vi studiò Carlo Goldoni. Come vi sorge nel 1921 l’Università per stranieri, nel 1927 corsi di etruscologia. Marinetti e il futurismo. I rettori da Astorre Lupattelli ad Aldo Capitini, a Ottavio Prosciutti. Nel 1946 aveva solo 102 studenti. Nel 1980 erano 10.873 provenienti da 109 nazioni. Nel 1931 lo studente americano Frederic Thorne-Rider di Los Angeles elargì la rilevante somma di 100.000 dollari per l’ampliamento del palazzo e consentire l’abbattimento delle casupole. Il conte Gallenga-Stuart donò la sua biblioteca, ma non pare più coltivata dai ricchi di oggi la virtù della donazione”.
  • E’ possibile ricreare la città unificando il vecchio e il nuovo”, Il Corriere dell’Umbria, 8 novembre 1987 (risposta a Adriano Gatti e all’on. Malfatti)
    “Oggi davanti ai nostri occhi c’è una città più grande, meno città dal punto di vista dei valori urbani, ma tale da far dire (lo dicono Istituti scientifici e lo riconoscono i turisti) che la qualità della vita è tra le migliori d’Italia. Ma non c’è da gloriarsene troppo perché ciò vuol dire che si sta meno peggio che altrove e perché quel processo s’è portato dietro anche errori e ritardi: i quartieri di Montegrillo e S.Sisto dove il Comune sta operando per dare una trama logica all’espansione spontanea e confusa, i borghi medioevali, spurio campus universitario ( si pensi anche alle scelte urbanistiche dell’Università), in bilico tra degrado, recupero, abbandono e ritorno di residenti, il problema della viabilità poiché i processi di urbanizzazione non si sono sempre accompagnati ad opere viarie adeguate… Come in tutte le grandi fasi di transizione e di rinascita della lunga storia di Perugia (conterà) la capacità creativa dell’intera città”.
  • Ad un anno dalla scomparsa: Bruno Orsini, un’educatore tra tradizione e rinnovamento, 3 dic. 1987. Discorso in ricordo di un amico fraterno. Poesia in dialetto perugino che Bruno mi aveva inviato il 14 settembre 1984.
  • La proposta del Consiglio Grande (Il Consiglio sulla grande viabilità). Discorso, 18 dicembre 1987.
    “… Ci troviamo dinanzi a due fenomeni: alla crisi della rappresentanza che indebolisce le forze politiche, quelle sindacali, le stesse istituzioni, e a nuove domande di rappresentanza che non possono rimanere inascoltate e lasciate ad una sterile contrapposizione… La proposta del Consiglio Grande tenta di costruire una sede di confronto per tutta la complessa realtà sociale, per le idee e le proposte che essa esprime… Occorre partire da una idea guida. La città deve essere pienamente uno spazio fisico da vivere e non semplicemente da usare. Il traffico, nemico della condizione urbana, è in continuo aumento… Invece di rincorrere l’aumento continuo del traffico privato con altre strade che chiamano altre macchine, si può prendere in considerazione il passante ferroviario Ponte S. Giovanni - S. Anna – Fontivegge - S. Sisto che può funzionare da metropolitana. Alcune città hanno conservato il servizio tranviario e si orientano a potenziarlo”.
  • Proposta di un gruppo di lavoro sui problemi della città, Perugia, 11 gennaio 1988.
  • Uno schedato politico, di Clara Cutini su Aldo Capitini, presentazione, febbraio 1988.
  • “Quale patrono? Ercolano, un simbolo”, “La Nazione”, 5 marzo 1988.
  • Sulla questione ambientale, discorso 1988. La questione dell’ambiente, esemplare per capire le ragioni dei ritardi e delle difficoltà della sinistra.
  • Sulla riforma istituzionale, discorso, 1988
  • Un simbolo di libertà. Storia del Monumento al XX Giugno, Editoriale umbra, Foligno 1988.
  • Giuliano Innamorati: un impegno per la città, discorso tenuto il 28 giugno 1988 al Cimitero di Perugia, in occasione del funerale di Giuliano Innamorati, “ Il commento”,7, luglio 1988
  • Per la istituzione di un servizio buxi-navetta. Interrogazione al sindaco con l’intento di migliorare la mobilità nel centro storico, soluzione adeguata alla particolare natura di esso.
  • Per il 40° anniversario del sindacato pensionati, discorso, Perugia 1988
  • “Guida illustrata di Perugia” di Rossi-Scotti, Presentazione per la ristampa novembre 1988.
  • Che fare di Monteluce, Seminario, Grafiche Bovini, Perugia 1988.
  • Introduzione alla ristampa della “Guida illustrata del conte G.B. Rossi Scotti”, Tipografia Perugina, Perugia 1988
  • La società regionale tra Otto e Novecento, due lezioni, i democratici dell’Ottocento, corso ENDAS, Facoltà di Magistero , 22 aprile 1989.
  • La città ecologica, seminario di studio, sala del Consiglio provinciale, aprile, maggio, giugno, 1989.
  • Consiglio Grande e idea di città, Appunti, 1989.
  • Tra vecchio e nuova alla ricerca di una identità, 2 giugno,1989
  • Come realizzare una più grande Perugia, “Corriere dell’Umbria”, 18 giugno 1989
  • “Perugia tra passato e presente”, “Chivanis Club Perugia”, Colle della Trinità, 31 maggio 1989, anche ai Layons, Hit Hotel, 27 ottobre 1989.
  • Pedonalizzazione e recupero architettonico della vecchia Piazza del Sopramuro. 22 0ttobre,1989.
anni 1990/1999
  • “Perugia”, a cura di Alberto Grohmann, Editori Laterza, Roma Bari 1990 Presentazione dell’ISUC alla Sala dei Notari.
  • Proposte di Rossi per partito e città, “La Nazione”, 4 febbraio 1990
  • Il centro storico di Perugia, AA.VV, Introduzione, Protagon, Perugia, 1990
  • “Il pedone e lo psicologo”, “Arancia blu”, Roma 1990, 20 aprile 1990.
  • “Da antica capitale agraria a città moderna”,“Perugia” (Collana Storia delle città italiane, Laterza, Roma 1990) curato da Alberto Grohmann), presentava in grande sintesi, dal 1944 al 1970, la svolta cruciale che aveva cambiato natura, funzioni e cultura della città con riferimenti all’esperienza dei Piani regolatori.
  • Gli Statuti di autonomia locale: un nuovo patto tra cittadini e istituzioni, Convegno, Palazzo Cesaroni, Perugia 5-6 novembre 1990.
    Partecipazione al Comitato per la elaborazione dello Statuto del Comune di Perugia (Elaborazione della premessa dello Statuto, 1 marzo 1991)
  • “Elogio della piccole città”, “Meridiani”, Umbria, 14 marzo 1991
  • Intervista sulla modernità, Università di Perugia. 18 marzo 1991.
  • Ricordo di Alberto Apponi, maggio 1991, “Il Settimanale”, 1994.
  • Intervista a “Umbria più” su Ponte S.Giovanni, anno II, N°7, giugno 1991
  • Storia del Piano regolatore di Perugia. “Protagon”, (31 luglio 1991, stampato nel 1993 con il titolo”Mezzo secolo di urbanistica. “Storia e società della Perugia contemporanea” nella Collana “La più grande Perugia”).
  • Uno sguardo dall’interno, in “Storia dell’Umbria”, ISUC a. XIV, N° 16-17, Editoriale umbra, Foligno 1991
  • “Il modello umbro tra realtà nazionale e specificità regionale”, a cura di Stefania Magliani e Romano Ugolini, ENDAS Umbria, Perugia 1991. - Due relazioni, che riassumono altri scritti e discorsi, presentate ai convegni organizzati dall’Endas in collaborazione con l’Istituto di storia della Facoltà di Magistero dell’Università di Perugia.
  • A trenta anni dalla prima marcia della pace, Discorso Sala dei Notari, 7 settembre 1991)
  • Centro per l’autonomia statutaria di cui ero presidente. 1990. Fu un’attività notevole di studi e dibattiti che continuò anche nel 1991 e nel 1992: essa contribuì alla elaborazione da parte dei Comuni dei loro statuti e ad aprire una riflessione sulla struttura amministrativa sub-regionale anche in relazione alla proposta della Fondazione Agnelli “Nuove regioni e riforma dello Stato”. (1992)
  • Regionalismo senza Regione di Claudio Carnieri, , Prefazione, Protagon, Perugia 1992.
  • “Qualità della vita urbana”per il nuovo PRG; 15 maggio 1993
  • Rappresento una preliminare preoccupazione, che spero vivamente risulti infondata: il pericolo che il lavoro del gruppo produca un elenco di obiettivi staccati dall’attività corrente dell’Amministrazione e in difficile sintonia con i suoi orientamenti di fatto o con le sue reali possibilità. (…) Consiglierei di procedere assumendo l’idea della “città policentrica”, che tende a superare il dualismo centro-periferia, che ricerca l’unità , non nella impossibile continuità fisica, ma nella qualità della vita urbana da realizzare in tutte le parti del territorio. (…) Elencavo poi le questioni: assumere non l’auto ma l’uomo come centro del discorso e del progetto, lo stato delle strade, anche di quelle dei rioni, i vicoli, le scalinate, le piazzette, i marciapiedi (“due città” ci sono anche nel centro storico per lo squilibrio esistente tra il vertice e i rioni), evitare di dare altre autorizzazioni al cambio della destinazione d’uso, non dare importanza soltanto ad alcune grandi manifestazioni, l’eccessivo numero dei permessi di sosta nel centro storico, la necessità di attuare un nuovo sistema di trasporti pubblici incentrati sui buxi-navetta, ecc. Seguivano altre indicazioni concrete, ma era viva la consapevolezza, come dissi nel documento, che la commissione “qualità della vita” rischiasse di produrre una elaborazione a futura memoria. Nel seguito dei lavori, verificato che non risultava quell’auspicato collegamento tra il lavoro del Gruppo e la concreta attività amministrativa, rinunciavo a farne parte.
  • Tra vecchio e nuovo alla ricerca di una identità, Atti del Seminario “La città ecologica”, Grafiche Benucci Perugia 1992.
  • Saggio per il libro su Pietro Conti (pubblicato nel settembre, 1993), 2 luglio,1992.
    “La città dei cittadini. I centri dell’Umbria verso i nuovi Piani regolatori”, (Nuova “Cronache Umbre”, agosto 1992). Richiamavo la eccezionalità della esperienza degli anni Cinquanta-Sessanta che non si era compiuta in condizioni di normalità, ma nel corso di uno sviluppo improvviso, rapido e imprevisto, a fronte di una realtà che era vissuta per secoli nel tempo rallentato (…) Il problema dei piani regolatori è reso più arduo perché non siamo più agli anni Cinquanta, quelli dell’urbanistica riformista, né a quelli degli anni Settanta della stagione regionalista, ma siamo sotto il segno delle politiche liberiste, dell’aperta ostilità verso le regole, dei sapienti condizionamenti ad esse, ed anche davanti al pessimismo di chi vede alle nostre spalle, se non il fallimento delle precedenti esperienze, la loro insufficienza nel regolare i processi di espansione e di modernizzazione. E tuttavia è proprio la società urbana diffusa, complessa e meno unitaria che richiede a maggior ragione strumenti di regolazione.
  • Ponte Felcino Ponte Valleceppi, Pretola. Da broghi rurali a realtà urbane,in “La più grande Perugia”, Protagon, Perugia 1992.
  • L’utile e il bello nella vicenda urbana. Sala dei Notari, dicembre 1992.
  • Nuove Regioni e riforma dello Stato, Fondazione Agnelli con la proposta delle macroregioni., dicembre 1992.
    Dallo studio della Fondazione Agnelli si può cogliere un elemento indubbiamente positivo, già emerso nella Commissione Bicamerale e cioè l’orientamento a spostare nuove funzioni dal centro alle regioni, ad aprire un nuovo discorso sul regionalismo, ad ipotizzare una seria soluzione federalista, tanto più attenta all’unità nazionale quanto più capace di corrispondere alle diversità del Paese…Ciò che non convince è proprio il vantato carattere tutto economico-finanziario del ragionamento fondato sui tassi di crescita del valore aggiunto, con una patente sottovalutazione del fatto che le società umane, grandi o piccole che siano, sono sempre realtà molto più complesse e che ignorare la storia di un territorio, le sue caratteristiche e vocazioni ha costituito il più grave limite dei processi di modernizzazione che abbiamo conosciuto nei tempi recenti, tanto che contro le loro conseguenze, in squilibri territoriali e sociali, si deve oggi faticosamente lottare… I criteri economici indicati sembrano funzionali ad una Italia a due velocità… Il giornale “La Stampa”, interprete privilegiato della Fondazione Agnelli, scrive: “Tutti imparino a cavarsela da soli”… Poiché anche la Toscana è tra le regioni indicate come non autosufficienti, non si capisce quale vantaggio avrebbe una parte dell’Umbria ad esservi inserita per vivere una più pesante marginalità… Sulla scientificità dello studio c’è da rimanere perplessi: assume la vecchia divisione della regione nelle due province, quanto di più centralistico e arbitrario sia mai stato concepito… Il fatto è che questa visione economicistica assume le statistiche di una situazione italiana di crisi e prefigura una realtà modellata sulla base di grandi interessi con l’abbandono di una visione nazionale dei problemi della crescita economica non separata da quella sociale… Bisogna ancora dire che l’Umbria, in questo suo essere terra di nessuna grande capitale e di tante piccole e medie città, costituisce una particolarità, rappresenta un esempio del passato per il futuro dell’Italia nel proporre un modello in cui la città e persino il campanile non sono di necessità valori negativi, e possono essere invece la vera base di una nuova unità nazionale, veramente unitaria perché federalista…
  • Una città più grande e più bella, in Mezzo secolo di urbanistica, Storia e società della Perugia contemporanea, gli anni della svolta, città e campagna: dall’ambivalenza all’ambiguità, Protagon, Perugia 1993.
  • “Psicologia di una città” (Storia delle città dell’Umbria, Sellino, Milano 1993.
  • Perugia, una città più grande e meno città, “l’Unità” 1993
  • La liberazione e la ripresa democratica, in “Storia illustrata delle città dell’Umbria”, E. Sellino editore, Milano 1993.
  • Perugia laica e anticlericale, in “Perugia” Guide Electa Umbria, 1993.
  • “Storia illustrata delle città dell’Umbria”, Elio Sellino editore, Milano 1993.
    L’opera, nel contesto della Collana “Il tempo e la città”, fu presentata nel Palazzo Pasolini dall’Onda in Roma il 28 gennaio 1993, presentatori: Valerio Castronovo, Paolo Corsini, Franco Della Peruta, Gabriele De Rosa, Sandro Fontana, Giuseppe Galasso, Geo Pistarino, Raffaele Rossi, Renato Zangheri.
    Il 18 marzo fu presentata alla Sala Brugnoli di Perugia da Fiorella Bartoccini, Attilio Batoli Langeli, Paolo Ceccarelli, Piero Melograni, Enrico Menestò, Raffaele Rossi, Pietro Scalpellini, Tullio Seppilli, Mario Torelli, Renato Zangheri. Fu un lavoro enorme nell’impegnare trecentoventi studiosi (geografi, archeologi, storici, antropologi, storici dell’arte, della lingua e del dialetto) delle undici maggiori città della regione, nel predisporre migliaia di foto. Nell’assumere la cura dell’opera, partii dalla convinzione che per fare storia regionale bisognasse passare per quella delle città, con l’intento di dare rilievo al “piccolo universo urbano” costellato di città medie, piccole e piccolissime, sempre alla ricerca di coesione e di unità. ..
  • Localismo e federalismo, l’Umbria come costruzione politico-amministrativa, Raffaele Rossi e Roberta Sottani. Supplemento a “Storia dell’Umbria”,ISUC , N°18,PG, gennaio 1994.
  • Città ieri, città oggi, la storia urbanistica tra due Piani regolatori (Piano 1931-33 di Alfio Susini inattuato e Piano 1954-56 con Grande Variante 1962).
  • Società del Gotto, discorso per i 110 anni della società. Conferenza, 19 maggio 1994.
  • La stampa, Terni, “Storia illustrata delle città dell’Umbria” , E. Sellino editore, Milano 1994.
  • Augusta Perusia, Presentazione del volume “L’Editalia”, 27 ottobre 1994.
  • Federalismo addio? Proposta per un programma, Bellavista Palace Hotel , 25 novembre 1994
  • “Regionalizzazione e regionalismo nell’Italia mediana. Orientamenti storici e linee di tendenza” Nel convegno organizzato dall’ISUC il 4 novembre 1994 su (Quaderni di Proposte e ricerche, n. 19, Ancona1995), presentato a Perugia e a Terni rispettivamente nel maggio e nel giugno 1996 aveva avuto luogo un interessante confronto tra storici ed economisti di Toscana, Marche ed Umbria. Al centro della discussione c’era la proposta della Fondazione Agnelli per le macroregioni. Era presente Stefano Molina della Fondazione stessa. Nel corso della Tavola rotonda che concluse il convegno affermavo: E’ stato posto il problema dell’Italia mediana nella consapevolezza della varietà delle aree e delle sub-aree che la compongono e tuttavia alla ricerca di elementi comuni in territori privi di metropoli, di grandi capitali, anche se nella Toscana dell’Arno si indica una tendenza di tipo metropolitano. Tuttavia non esiste un unico centro e una periferia che ad esso si riferisce, ma un sistema urbano, una rete di città, risultato esemplare d’integrazione tra città, territorio e società.
  • Psicologia di una città, Conferenza, Lyons Club, Hit Hotel, 25 novembre 1994.
  • Intervista “Fuori porta”, Ancora sul federalismo, 1994.
  • Perugia e l’Umbria, Lezione alla “Sinistra giovanile”, 27 gennaio 1995
  • Sulla mutualità e il ruolo delle Società di Mutuo Soccorso, Hotel Plaza, 22 febbraio 1995
  • Come era Porta Pesa, Incontro con gli alunni delle Quinte elementari della Montessori e del Ciabatti, 15 marzo 1995.
  • ”Riprendiamo la parola, Tavola rotonda Assiaciazione “IL Bartoccio, Salone d’onore Plazzo Donini,19 maggio 1995.
  • Premio Kivanis Club per l’attività divulgativa della storia di Perugia,
  • Il cammino della modernizzazione: storia, organizzazione e gestione dei servizi pubblici locali, Collana “La più grande Perugia”, Protagon, 1995
  • L’Umbria e l’Italia tra il ripetersi di proposte per le riforme istituzionali e il federalismo.
    Richiamavo l’idea federalista nelle sue diverse versioni dinanzi alla estrema centralizzazione dello Stato, quando le risposte alla domanda di decentramento e di democrazia erano state nella storia d’Italia di tipo coattivo con le guerre, con il crispismo (Crispi definiva gli italiani “sette popoli decrepiti e viziati”) e l’esasperazione del fascismo, che unificavano gli italiani nell’ uniforme e nelle sofferenze. Nell’affermare la scelta del federalismo democratico, ricordavo, tra gli altri, gli scritti di Carlo Cattaneo, che con buona pace di ogni tentazione separatista, metteva in relazione città e nazione e proponeva un ordinamento capace di liberare le energie e le iniziative locali in modo che lo Stato potesse costruirsi su ciò che è “distinto e nativo”. In sintonia con il “federalismo non violento dal basso” di Aldo Capitini.
  • Creazione del Comitato umbro per la Costituzione, raccogliendo il messaggio di Don Giuseppe Dossetti, Sala della Vaccara, 12 gennaio 1995.
  • “Ciaurro esagera ma solleva un problema reale”. Articolo su “Il Messaggero” in risposta al sindaco di Terni Ciaurro sulla regione dell’Umbria, 22 gennaio 1997.
  • “Il nostro Comune, il nostro Statuto”, Tavola Rotonda, Lyons, 15 febbraio 1996
  • Introduzione alla ristampa da parte della Regione della Costituzione e dello Statuto Regionale per il 2 giugno, 10 maggio 1996
  • Lettere a D’Alema e a Veltroni sul Federalismo,18 maggio 1996
    “So bene che bisogna guardarsi dal mito dal federalismo, dal momento che esso, dopo che è stato emarginato dalla cultura nazionale ed anche dalla storiografia, è divenuto una specie di moda. Mi riferisco al federalismo democratico, ad una struttura capillarmente articolata della forma statale, capace di favorire una diffusa e permanente partecipazione dei cittadini. Mi pare, che è la stessa dimensione europea e mondiale dei problemi, che, mentre riduce la funzione dello Stato unitario (nei fatti non molto unificato), propone un diverso rapporto tra centro e periferia. Mi chiedo perché tale questione, che raccoglie in sé un intero orizzonte ideale (democrazia a nuovi più alti livelli, più convinta unità nazionale, progresso, che recupera la ricchezza dei valori ambientali di una Italia varia e diversa) non diviene con tutta evidenza il centro della nostra identità. Le nostre esitazioni ed incertezze denu